Il viaggio

È l'essenza del Toscanicchio.

Tutto nasce dalla voglia di esplorare la propria terra, perché c'è soddisfazione ad andarsene in giro per la Toscana,solo per il gusto di scoprire cosa c'è oltre la prossima collina.

Perché le colline mostrano se stesse, nascondendo tra le loro pieghe alcune gemme inaspettate, uniche. Spesso si tratta di cibo, ancora più spesso di cose da bere. Sempre si “tratta” con i toscanacci che le producono.

Ma la cosa più sicura di tutte è questa: dietro ad ogni gemma c'è una storia. Spesso goliardica, talvolta triste, talvolta inventata ad arte per fare colpo sui forestieri.

E li ti viene la voglia di indagare. Chiedere, camminare, aspettare. Non basta pagare, devi prima trovarle le tue gemme.

“Chi è quel macellaio che ha messo le ciliegie di Lari nel salame toscano per sostituire i conservanti artificiali? Ci Voglio parlare! E voglio assaggiare!”. Vado, assaggio, mi piace, trattiamo. Mentre esco mi dice che c'è una distilleria li vicino che produce liquori unici, buoni, introvabili.

Vado, trovo liquori interessanti, parlo, chiedo, ascolto. E poi vedo, delle bottiglie su uno scaffale, con etichette disegnate a mano. Pezzi unici. Di Romano Levi. Strabuzzo gli occhi. Chiedo. Spunta uno scatolone pieno di bottiglie. Non ci credo. Ci accordiamo per i liquori e le bottiglie. Mentre esco mi dicono “fermati al pastificio qui vicino, hanno cose buone, di nicchia”.

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